2/4/2026
Pubblicazioni
Dalla socia Chessa:
Dazi USA a un anno dal “Liberation Day”. Cosa resta dell’architettura tariffaria americana dopo la sentenza della Corte Suprema.
La sentenza della Corte Suprema americana ridimensiona l’impianto tariffario, senza eliminare i rischi legati a incertezza regolamentare e ricalibrature future, il tutto in un contesto ulteriormente provato dai recenti sviluppi della guerra in Iran. In sintesi, il Focus mette in evidenza i seguenti aspetti principali:
Ricalibrazione dell’impianto tariffario USA e aumento dell’incertezza regolamentare
La sentenza ha invalidato i dazi fondati sulla base giuridica emergenziale, ma non ha smantellato l’uso della leva tariffaria: restano in vigore misure basate su basi legali ordinarie e il nuovo dazio temporaneo del 10%. Il risultato è una riduzione della discrezionalità “immediata” rispetto al 2025, ma un contesto potenzialmente più volatile e meno prevedibile.
Implicazioni per UE/Italia e tenuta dell’intesa USA–UE
Per l’Unione Europea permane incertezza sull’applicazione dell’intesa USA–UE e sul profilo tariffario effettivo (in particolare rispetto alla soglia del 15% e alle componenti che la determinano).
Impatti su economia e commercio globale: più che volumi, cambia la geografia degli scambi
Finora non si è osservata una contrazione generalizzata degli scambi; emerge invece unaricomposizione geografica dei flussi e una crescente “politicizzazione” delle interdipendenze economiche.