Argomenti orizzontali/Comunicato stampa Primo questionario
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L’impatto degli eventi dell’11 settembre sugli scenari economici: un sondaggio tra i soci del GEI
Gli attacchi terroristici dell’11 settembre e gli eventi bellici ad essi conseguenti hanno un impatto rilevante sullo scenario macroeconomico mondiale. In questo quadro, il Gruppo Economisti di Impresa ha ritenuto utile organizzare un breve sondaggio tra i suoi soci al fine di percepire le aspettative degli economisti applicati italiani.
Il questionario è stato somministrato a fine settembre 2001, e richiedeva di fornire gli scenari attesi pre e post attacco per le principali variabili macroeconomiche, indicando dati di previsione e commenti qualitativi.
I risultati della survey: recessione intensa, ma breve.
Le 11 risposte pervenute (che includono pressoché tutti i maggiori uffici studi di aziende e banche italiane e raccolte dall’1 al 11 ottobre) delineano in generale un quadro tutto sommato positivo per le economie mondiali. L’impatto recessivo degli eventi delle ultime settimane viene infatti ritenuto sì intenso, ma limitato nel tempo e nelle dimensioni. La dispersione delle previsioni vede una distribuzione poco dispersa e asimmetrica, con un paio di previsori sostanzialmente più pessimisti della media.
L’economia americana, precedentemente vista in crescita dell’1,5% nel 2001 e del 2,4 nel 2002, nel nuovo scenario scende all’1,2% e 1% rispettivamente. Questa stima implica dei tassi negativi di crescita limitati solo al terzo trimestre di quest’anno ed al primo del 2002: dalla prossima primavera si attende un ritorno ai ritmi espansivi.
Lo stesso discorso vale per l’area dell’Euro, la cui crescita è rivista al ribasso dello 0,3% nel 2001 e dello 0,7% nel 2002, e per l’Italia, dove la correzione della variazione del PIL è dello 0,2% e dello 0,8%.
La variabile con le aspettative più negative è quella relativa alle esportazioni, di cui ora gli economisti di impresa ipotizzano una crescita più che dimezzata rispetto alle vecchie stime: mentre le esportazioni europee dovevano crescere del 3.4%, le nuove aspettative di crescita si riducono all’1.6%.
Il panel di economisti italiani ritiene pertanto che le politiche economiche (monetarie e fiscali) abbiano buone probabilità di assorbire gli effetti negativi causati dalla caduta dei consumi e degli investimenti conseguente agli attentati terroristici e agli eventi bellici.
I tassi di interesse sono visti in ulteriore discesa in Europa (al 3,3% a fine 2001, rispetto al 3,9% previsto precedentemente e al 3,75% attuale). Negli Stati Uniti invece non si vedono spazi per ulteriori riduzioni dal 2,75% attuale: al contrario, entro la fine del 2002 il panel vede spazi di risalita attorno al 4% (precedentemente l’attesa era per un 4,4%). Ciò conferma l’attesa di una rapida e consistente ripresa dell’economia Usa.
Significativa, sia pure lieve, la revisione relativa alle previsioni sul prezzo del greggio. Confortato dagli andamenti di queste settimane, il panel ritiene che le operazioni belliche non finiranno con l’avere conseguenze sulle quotazioni petrolifere, che si manterranno calmierate dalla debolezza della domanda conseguente alla caduta del ciclo.

commenti:
In questo spazio la maggior parte dei partecipanti al sondaggio ha definito delle ipotesi di fondo che determinano l’outlook corrente e commenti vari.
- L\'elaborazione delle nuove previsioni tiene conto anche di evoluzioni già in corso indipendentemente dagli eventi dell\'11 settembre 2001, tra cui una dinamica inflazionistica lievemente superiore a quanto in precedenza stimato.
- Con questa premessa, la direzione dello shock è, in linea generale e nel breve termine, nel senso deflazionistico / depressivo, con una evidente frenata della congiuntura anche se l\'impatto in Europa è attenuato.
- In un momento successivo, la cui collocazione temporale è dipendente dagli eventi internazionali e che al momento indichiamo convenzionalmente nella metà 2002, è stimata una ripresa produttiva e inflazionistica ben evidente negli USA che provoca una pronta reazione FED, mentre l\'Europa non presenta nel 2002 una chiara accelerazione della congiuntura.
- Penso comunque che l\'Opec sorveglierà.i prezzi per evitare effetti boomerang verso le proprie economie.
- E\' abbastanza scontato affermare oggi che l\'economia USA è in crisi e lo sarà per tutto il 2002, anche se, personalmente, reputo che "in barba" agli atteggiamenti dei consumatori americani oggi, entro la fine 2002 vi sarà una ripresa.
- Altrettanto facile dire che l\'area €uro stia certo meglio degli USA in fine 2001 e lungo il 2002, salvo "cappelle" della BCE e di alcuni governi.
- Infine il Giappone dove una crisi strutturale potrà terminare se verranno prese decisioni drastiche quali, per es.: la svalutazione dello Yen.
- Forte rallentamento dei consumi USA, anche in conseguenza della già registrata ripresa del tasso di risparmio
- Politica fiscale molto espansiva e politica monetaria molto accomodante negli USA: le attese esono per un tasso reale vicino allo zero a fine anno.
- Politiche fiscali e monetarie espansive anche in Europa, anche se meno accentuate di quelle USA.
- E\' il cambiamento dell\'outlook sul consumo in US che determina il resto. La possibilità che l\'eccezionale performance dei consumi potesse compensare I fattori di disequilibrio dell\'economia US (over-investment, eccessiva esuberanza dell\'equity market) è probabilmente venuta meno. Questo implica che verrà copmpletato l\'aggiustamento della capacità produttiva è il calo degli investimenti proseguirà In rapida discesa anche le importazioni che peseranno sul ciclo mondiale. Per l\'Italia, l\'effetto base esercitato dalla buona performance di inizio anno determina la dinamica estremamente contenuta del GDP nel 2002.
- La natura politica della crisi (rispetto alla guerra del Golfo), la caduta della domanda interna USA, il perdurare della crisi nipponica: sono tutti fattori che dovrebbero contenere il prezzo del greggio.
- Penso che sia più importante esaminare i fenomeni dal punto di vista dei Settori economici, visti "globalmente"prima che analizzare gli andamenti per Paese: Il segmento Moda risentirà pesantemente dell\' 11.09, salvo alcune nicchie particolari (legate al lusso). I settori Tecnologici / TLC / Big Software Houses conosceranno nuovi importanti sviluppi. I settori Assicurativi dopo le iniziali "batoste" conosceranno un nuovo importante sviluppo. Ecc. Ecc……
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GEI - Gruppo Economisti di Impresa
Il Gruppo Economisti di Impresa è un’associazione a cui partecipano un centinaio di economisti che lavorano in imprese, associazioni di categoria, centri di ricerca economica.
Il Gruppo, nato nel 1977, organizza di solito due o tre eventi all’anno finalizzati a ravvivare il dibattito degli studiosi, dei politici e dei manager su argomenti che hanno un forte impatto sulle strategie di crescita dell’impresa e sulla politica economica. Merita ricordare il successo della "Tavola rotonda in onore di Franco Momigliano", giunta alla XII edizione, e le iniziative affiancate all’assemblea annuale, svolte recentemente con l’Istat e con l’Ocse. Gli atti di tali eventi sono reperibili sul sito internet dell’Associazione www.gei.it
L’attuale presidente del GEI è Lorenzo Stanca, direttore area mercati del debito di UniCredit Banca Mobiliare.
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