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Argomenti orizzontali/Paul Krugman

PAUL KRUGMAN
(pagina preparata da Giacinto Renta)

BIOGRAFIA: Paul Krugman è nato nel 1953 e ha conseguito il Ph.D. in Economia presso il MIT di Boston nel 1977. Ha insegnato a Yale, Stanford e al MIT. Attualmente insegna a Princeton.Nel 1982-3 ha lavorato presso la Casa Bianca (Council of Economic Advisers). Nel 1991 ha vinto la John Bates Clark Medal assegnata dall’American Economic Association ogni due anni a un economista sotto i 40 anni. È autore di diversi libri di successo, tra cui, Il silenzio dell’economia (1991), L’incanto del benessere (1995), Geografia e commercio internazionale (1995), Il ritorno dell’economia della depressione (1999), Economisti per caso (2000). Dal 1999 è columnist del "New York Times".Economisti per caso

"Non si può affrontare seriamente l’economia se non si è disposti a giocare. Una teoria economica non è una raccolta di massime emesse con solennità da figure autorevoli. Principalmente è un coacervo di esperimenti mentali – parabole, se preferite – il cui scopo è cogliere la logica dei processi economici in modo semplificato".

La globalizzazione, la disoccupazione, gli errori dei politici (sia quelli di destra sia quelli di sinistra), la crisi asiatica, il ballo dei grandi speculatori internazionali, l’unificazione monetaria europea, il rapporto tra l’economia e la tutela dell’ambiente e della salute, l’impatto dei sistemi fiscali sulla democrazia, l’economia della celebrità: sono solo alcuni dei temi affrontati da Paul Krugman nel solco dei grandi maestri ma con un approccio inconfondibilmente creativo, dove la lucidità intellettuale non rinuncia mai al senso dell’umorismo.
Economisti per caso offre così al lettore un’occasione per accostarsi al grande banchetto del sapere economico contemporaneo, attraverso un’analisi sempre acuta, divertente e persuasiva.

L'incanto del benessere

Il saggio esamina il rapporto tra pensiero economico e attività politica negli ultimi vent'anni: un'epoca segnata da cicli economici difficilmente interpretabili e fonti di feroci dibattiti. Krugman intende distruggere numerosi luoghi comuni, portando alla luce assurdità e paradossi di molti "esperti" (e le conseguenze negative dei loro consigli). Primo bersaglio della sua polemica sono gli "imprenditori della politica", gli economisti che si affiancano ai politici come consulenti per dire loro quello che vogliono sentirsi dire. Assertore del libero mercato e della necessità di aiutare i poveri e i meno fortunati, l'autore non promette soluzioni facili, anzi si dichiara scettico sulle soluzioni economiche dei problemi politici.

Un' ossessione pericolosa. Il falso mito dell'economia globale

L'aumento della diseguaglianza sociale, la crescita della disoccupazione, la concorrenza delle industrie nei paesi a basso costo di lavoro del Terzo mondo: Krugman dimostra l'infondatezza di molte idee suggestive ma spesso fuorvianti, che inquinano i dibattiti a tutti i livelli, con funeste influenze sulle decisioni politiche.

Geografia e commercio internazionale

In questo libro, Krugman affronta una questione poco trattata dalla sua disciplina, eppure oggi di grande rilievo politico: la localizzazione della produzione nello spazio.In questo slittamento verso la geografia economica, affrontata con il medesimo rigore della più triste delle scienze sociali, Krugman produce conclusioni di un certo interesse: che una struttura del tipo nucleo-periferia può emergere endogenamente su scala nazionale; che la presenza di un rilevante numero di imprese e lavoratori in una certa localizzazione può attivare un processo cumulativo, e che dunque il percorso storico e la collocazione spaziale giocano un ruolo importante sull'andamento di un'economia; che è probabile, anche se non certo a priori, che l'integrazione economica veda il paese più grande espandere la propria industria. "Il punto è - scrive Krugman - che occorre porre mente alla struttura geografica della produzione, non trattare i paesi come naturali unità di analisi".Ne discende la possibilità di giustificare, in certe condizioni, politiche protezionistiche.Una breve disamina di "centro e periferia nell'Europa di oggi" porta l'economista americano a ritenere che la piena attuazione del mercato unico europeo possa danneggiare invece che favorire le aree periferiche, i diversi Mezzogiorni d'Europa.

Il silenzio dell'economia

Nel corso degli ultimi anni, l'economia mondiale, a cominciare da quella della nazione leader, ha subito modificazioni profondissime, del tutto impensabili appena pochi anni fa: ecco gli Usa passare da primo creditore internazionale a primo debitore, ecco l'irresistibile ascesa di Giappone ed Europa, ecco le spericolate operazioni finanziarie che hanno portato alla ribalta una nuova classe di manager e finanzieri d'assalto.

Esaminando l'evoluzione degli anni Ottanta, Krugman esplora le principali tematiche della teoria e della politica economica, evitando le trappole della disinformazione scandalistica e le distorsioni imposte dai politici, le semplificazioni dei profeti di sventura e le astrazioni matematiche degli accademici.


Al di là dei singoli dati, l'analisi dello studioso americano prende le mosse da un'incontestabile osservazione: le ottimistiche previsioni sull'andamento delle principali variabili macroeconomiche (produttività, reddito, inflazione) e sul progresso sociale, formulate negli anni Sessanta, sono state duramente smentite dai fatti, e la società americana è stata costretta ad adattarsi a realtà e obiettivi sempre meno ambiziosi e a disuguaglianze sempre più stridenti.


In termini sempre chiari ed efficaci, Il silenzio dell'economia mette in luce gli elementi che caratterizzano la fase attuale negli Stati Uniti e i loro riflessi sul mondo intero: l'insufficiente aumento della produttività, la diminuzione del saggio di risparmio nazionale, il deficit commerciale e quello pubblico, le oscillazioni del dollaro, la sfida giapponese e le tendenze neoprotezionistiche, il debito del Terzo Mondo e il rischio, remoto ma non impensabile, che gli Usa sperimentino una situazione di tipo argentino, lo scandalo delle Casse di risparmio, l'ondata di scalate alle grandi imprese statunitensi...

I problemi e le politiche per affrontare questa situazione sono analizzati con rigore e semplicità, confrontati alla letteratura più recente e accreditata sull'argomento e, ovunque possibile, quantificati. Apprendiamo così verità raramente divulgate, quali il (modesto) costo dell'inflazione e del protezionismo e quello (altissimo) pagato per combattere l'inflazione. Infine, sviscerati e resi assimilabili, i diversi elementi che concorrono a determinare il quadro complessivo vengono ripresentati nelle loro interazioni, in tre scenari per il prossimo decennio. Krugman ci fornisce così una brillante e anticonformista lezione di economia applicata, offrendo nel contempo una sintentica e esaustiva panoramica dell'attuale situazione e delle sue prospettive per l'immediato futuro.

Il ritorno dell'economia della depressione

"Nel corso degli ultimi anni sette sistemi economici – da cui ancora dipende un quarto della produzione mondiale, con una popolazione di oltre 650 milioni di persone – hanno vissuto una recessione economica che ricorda molto da vicino la Grande Depressione. Oggi come ieri la crisi ha cominciato a dare i primi segnali in un cielo azzurro e sereno, quando la maggior parte degli esperti prevedeva che il boom sarebbe comunque continuato, anche se la recessione si stava avvicinando; oggi come ieri i tradizionali interventi macroeconomici si sono rivelati inefficaci, forse anche controproducenti. Il fatto che qualcosa di simile possa comunque accadere nel mondo moderno dovrebbe far venire i brividi a chiunque abbia un minimo di senso della storia".

(dall’introduzione di Paul Krugman)

Le drammatiche crisi che di recente hanno sconvolto diverse economie, dal Messico alla Russia, dal Giappone alle ex "Tigri" del Sud Est asiatico, vengono liquidate con sufficienza dai commentatori: si tratterebbe di eventi di interesse locale, causati da elementi specifici, che vanno dalla situazione di un singolo paese agli errori della sua classe politica.

Potrebbe anche essere così, ma i segnali raccolti da Paul Krugman in queste pagine sono assai più preoccupanti. Analizzando e spiegando con assoluta chiarezza i meccanismi dell'economia mondiale, senza passare per equazioni e diagrammi complicati ma usando esempi elementari come la storia finanziaria di una cooperativa di baby sitter, Krugman delinea uno scenario in cui, per la prima volta in due generazioni, la scarsità della domanda ha trasformato l'economia mondiale in un posto molto pericoloso – molto più pericoloso di quel che immagino.

Krugman non è certamente un catastrofista: quando avverte il pericolo, esamina subito le contromisure praticabili e discute le varie politiche economiche: i provvedimenti presi dai governanti dei paesi in crisi, ma anche le possibili alternative, e le misure che dovrebbero adottare le grandi potenze economiche se effettivamente arriverà la prossima Grande Depressione. Riesce così a illustrare lo scenario economico nell'era della globalizzazione anche al profano, offrendo un prezioso strumento per orientarsi nelle incertezze della realtà contemporanea.

Meno tasse per tutti? Dagli USA all'Italia: chi ci guadagna e ci perde

"È questa un’altra ragione per cui questo libro dovrebbe essere letto e meditato con attenzione in Italia. Sia le abbondanti promesse elettorali della coalizione vincente, sia l’atteggiamento di diligente allineamento alle posizioni americane da questa in più occasioni esibito, inducono a temere che veramente il film americano sarà al più presto replicato sui nostri schermi. Il quadro che ci si profila, se questo avverrà, è ben delineato da Paul Krugman."

(dalla presentazione di Salvatore Bragantini)

La riforma fiscale – con annessa riduzione delle tasse – è uno dei temi caldi dell’agenda politica, sia negli Stati Uniti, dove il piano Bush è stato rapidamente approvato, sia in Italia, dove il governo Berlusconi dichiara esplicitamente di voler ricalcare quel piano. Al di là dei facili slogan, è importante capire che una aggressiva politica fiscale ha immediate conseguenze non solo sul bilancio delle famiglie, ma anche sulle casse dello Stato (e dunque sui servizi che può offrire ai cittadini). Inoltre, come ogni azione politica di ridistribuzione della ricchezza, anche una riduzione delle tasse finisce per favorire alcune categorie di cittadini, penalizzandone altre.

Con l’abituale acume e la sua travolgente verve (ma anche con vibrante passione civile), Paul Krugman esamina le conseguenze della nuova politica fiscale di Bush: l’intervento sulle aliquote fiscali, l’abolizione della tassa di successione, i probabili interventi sullo stato sociale (pensioni e assistenza medica), le conseguenze a lungo termine – anche in considerazione dell’invecchiamento della popolazione.

La presentazione di Salvatore Bragantini (membro della CONSOB dal 1996 al 2001 e collaboratore del "Corriere della Sera") esamina analogie e differenze con il caso italiano.

Economia internazionale (Testo adottato nelle maggiori università di tutto il mondo).

Argomenti trattati:

1)[Teoria del commercio internazionale]: Produttività del lavoro e vantaggi comparati: il modello ricardiano - Fattori specifici e distribuzione del reddito - Commercio internazionale e dotazione di risorse: il modello di Heckscher-Ohlin - Un modello generale del commercio internazionale - Economie di scala, concorrenza imperfetta e commercio internazionale - La mobilità internazionale dei fattori. Economia regionale. 2)[Le politiche commerciali internazionali]: Gli strumenti della politica commerciale - L'economia politica della politica commerciale - La politica commerciale nei paesi in via di sviluppo - La politica industriale dei paesi avanzati. 3)[Tassi di cambio e macroeconomia delle economie aperte]: Contabilità nazionale e bilancia dei pagamenti - Tassi di cambio e mercati valutari: un approccio di portafoglio - Moneta, tassi d'interesse e tassi di cambio - Livello dei prezzi e tasso di cambio nel lungo periodo - Produzione e tasso di cambio nel breve periodo - Tassi di cambio fissi e interventi sul mercato delle valute. 4)[Politiche macroeconomiche internazionali]: Il sistema monetario internazionale 1870-1973 - Politiche macroeconomiche e coordinamento in regime dei cambi flessibili - Le aree monetarie ottimali e l'esperienza europea - Il mercato mondiale dei capitali: performance e problemi politici - I paesi in via di sviluppo e il problema del debito internazionale - Problemi di economia internazionale dei paesi ex comunisti.

Articoli su Krugman in italiano: http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/krugman.htm

The Official Paul Krugman Homepage http://web.mit.edu/krugman/www/

Princeton Paul Krugman Homepage http://www.wws.princeton.edu/~pkrugman/

The Unofficial Paul Krugman Archive http://www.pkarchive.org/

Contiene centinaia di informazioni e articoli organizzati nel seguente modo: 1) Columns, 2) Japan, 3) Economia Globale, 4)Economia Americana, 5)New Economy, 6) Crisi, 7) Commercio Internazionale.

 

I miei articoli preferiti di grande attualità sono:
Notes on depreciation, the yen, and the argentino
Argentina- Money monomania
Japan- still trapped (Novembre 1998, ma ancora attuale)
Thinking about the liquidity trap

Articoli apparsi su Fortune:
Requiem for the New Economy (11/10/97)
Seven Habits of Highly Defective Investors (12/29/97)
Don't Worry About Deflation (2/2/98)
Asia: What Went Wrong (3/2/98)
There'll always be a Soros (3/30/98)
Rupiah Rasputin (4/13/98) (sidebar for Fortune story on Indonesia)
  Who's afraid of the euro? (4/27/98)
 The ice age cometh  (5/25/98)
Supply, demand, and English food (7/20/98)
Why aren't we all Keynesians yet? (8/3/98)
Saving Asia: It's time to get radical (9/7/98)
Soros' plea (Nov. 1998)
The euro:beware of what you wish for (Dec. 1998)
I know what the hedges did last summer (Dec. 1998)
 Should the Fed care about stock bubbles? (Mar. 1, 1999)
 THAT CERTAIN JE NE SAIS QUOI OF LES ANGLOPHONES (April 1999)
 The ascent of e-man (May 1999)
  What you don't think about can't hurt you
 Why Germany Kant Kompete (July 1999)
 A self-defeating prophecy (Dec. 1999)

Articoli apparsi su Slate:
Downsizing downsizing (6/24/96)
How copper came a cropper (7/15/96)
Supply-side virus strikes again (8/15/96)
The lost fig leaf (9/27/96)
Economic culture wars (10/24/96)
Gold bug variations (11/22/96)
The CPI and the rat race (12/21/96)
The accidental theorist (1/23/97)
Vulgar Keynesians (2/6/97)
In praise of cheap labor (3/20/97)
Earth in the balance sheet (4/17/97)
Rat democracy (5/15/97)
Unmitigated Gauls (6/5/97)
The east is in the red (7/1/97)
Bahtulism (8/14/97)
Who's buying whom? (9/25/97)
The power of biobabble (10/23/97)
A raspberry for free trade (11/20/97)
Speed trap(12/18/97)
The legend of Arthur (1/14/98)
Entertainment values (1/22/98)
Algorithms (2/12/98)
Paradigms of panic (3/12/98)
The $300,000 man (4/11/98)
Soft microeconomicsThe squishy case against you-know-who (4/23/98)
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Setting sunJapan: What went wrong? (6/11/98)
Size does matterIn defense of macroeconomics (7/9/98) (requires Slate subscription)
Baby-sitting the economy (8/13/98) (requires Slate subscription)
The other bear market (9/10/98) (requires Slate subscription)
Rashomon in Connecticut
Is the economic crisis a crisis for economics ? (11/12/98)
The hangover theory (12/3/98)
 No pain, no gain? (1/14/99)
 Morning in Japan? (3/11/99)
 Monomoney mania (4/15/99)
 Thinking outside the box office (5/12/99)
 When good things happen to bad ideas (6/9/99)
 Don't laugh at me, Argentina (7/20/99)
 Talking about a revolution (8/19/99)
 Capital control freaks (9/28/99)
 O Canada (the latest Nobel prize)
 Tiger's tale
 Enemies of the WTO

Altri articoli:
"White collars turn blue" The New York Times Magazine, 9/29/96
An exchange with Jude Wanniski (from Mother Jones backtalk)
" Ricardo's difficult idea " (paper for Manchester conference on free trade, March 1996)
" What economists can learn from evolutionary theorists " (a talk to the EAEPE, Nov. 1996)
" Against the tide: an intellectual history of free trade " (book review)
" What should trade negotiators negotiate about? " (review essay in Journal of Economic Literature, March 1997)
" Seeking the rule of the waves " (book review, Foreign Affairs, June 1997)
" One world, ready or not " (book review, The Washington Post)
" What is wrong with Japan? " (Nihon Keizai Shimbun)
" How fast can the U.S. economy grow? " (Harvard Business Review, Summer 1997)
" Capitalism's mysterious triumph " (Nihon Keizai Shimbun)
" Is capitalism too productive? " (Foreign Affairs, Sept./Oct. 1997)
" What ever happened to the Asian miracle? " (Fortune, Aug. 18, 1997)
" Currency crises " (prepared for NBER conference, October 1997)
" Two cheers for formalism " (forthcoming in Economic Journal)
" The Mercedes menace " (USA Today, Jan. 13, 1998)
" The trouble with history " (Washington Monthly, March 1998)
" Will Asia bounce back? " (speech to be given in Hong Kong, March 1998)
"Start taking the Prozac " (Financial Times, April 9, 1998)
" I told you so " (New York Times Magazine, May 5, 1998)
" The myth of Asia's miracle " (the Nov. 1994 Foreign Affairs article - by popular demand)
" Future imperfect " (The Red Herring, June 1998)
America the Boastful (Foreign Affairs, May 1998)
The Great Betrayal (Washington Post - review of Patrick Buchanan)
A bridge to nowhere? (Shizuoka Shimbun, 7/14/98)
False Dawn : The Delusions of Global Capitalism (book review, New Statesman)
No time for losers (New York Times Magazine, 7/26/98)
Viagra and the wealth of nations (New York Times Magazine, 8/23/98)
Don't panic - yet (New York Times, 8/30/98)
An open letter to Prime Minster Mahathir (9/1/98)
The confidence game (The New Republic, 10/5/98)
Heresy time (9/28/98 - a note on why I have starting saying outrageous things)
Curfews on capital: what are the options? (10/12/98 - why dollar debt is not the problem)
The eternal triangle (10/13/98 - a note on global "architecture")
Even worse than you think (10/27/98) Financial Times
The return of Dr. Mabuse (New York Times Magazine)
 The web gets ugly (New York Times Magazine, Dec. 6, 1998)
 Japan heads for the edge (Financial Times, 1/20/99)
 Alas, Brazil (2/1/99)
 Syllabus for graduate macro
 A monetary fable (The Independent)
  Delusions of respectability (2/7/99)
 Inflation targeting in a liquidity trap: the law of the excluded middle (2/10/99)
 Some chaotic notes on regional dynamics (3/10/99)
 Labor pains (The New York Times Magazine, 5/23/99)
 Still depressed about Japan (Financial Times)
 Global vision du jour (Washington Monthly)
 Money can't buy happiness - er, can it? (New York Times)
 The euro, living dangerously (A quick note after reading the news)
 Recovery? Don't bet on it (Time, Asia edition)
 A dollar crisis? (memo, August 1)
 Why I am an economist (sigh) (Notes during textbook revision)
 Land of the rising yen
 Pathetic is the word
 Networks and increasing returns: a cautionary tale
 Dow 36,000: how silly is it?
 The wonders of editing
 Notes on Social Security
 Class warfore?

Articoli analitici:
" What happened to Asia? " (for a conference in Japan, January 1998)
" Fire-sale FDI " (for NBER Conference on Capital Flows to Emerging Markets, Feb. 20-21, 1998)
" Japan's trap " (May 1998: an attempt to clarify my own thoughts on the Japanese slump)
Further notes on Japan's liquidity trap (clarification on "Japan's trap")
But for, as if, and so what (a technical note on the effect of trade on wages)
Latin America's swan song (notes on the current dilemma)
It's baaack! Japan's slump and the return of the liquidity trap (draft Brookings Paper - requires Adobe Acrobat)
Japan's bank bailout (10/17/98 - why the scheme is likely to fail)
Japan: still trapped (11/30/98 - a restatement of the argument)
 There's something about macro (notes about teaching graduate macroeconomics)
  The world's smallest macroeconomic model
 Balance sheets, the transfer problem, and financial crises (pdf file, rough draft of conference paper)
 Can deflation be prevented? (2/21/99)
 Deflationary spirals (2/25/99)
 The spatial economy: introduction (introduction to forthcoming book with Masahisa Fujita and Anthony J. Venables)
 The fall and rise of development economics (a 1994 essay about models and methods from  Rodwin and Schon, Rethinking the Development Experience)
 Heaven is a weak euro (6/3/99)
 And now for something completely different (Paper presented at a 1998 conference on trade and inequality)
 Analytical afterthoughts on the Asian crisis (9/12/99)
 Time on the cross: can fiscal policy save Japan? (9/21/99)
 Was it all in Ohlin? (paper for Centennial celebration of Bertil Ohlin, Stockholm)
 Thinking about the liquidity trap (paper for NBER/CEPR/TCER conference in Tokyo, Dec. 1999)
 The energy crisis revisited (note posted Mar. 5, 2000)

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