rassegna stampa: Lancio Radiocor
Redditi: Stanca, in Italia rischiano quelli da lavoro
No legare salari a produttivita'. Convegno promosso da Intesa
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 13 nov - "E' evidente
che nel nostro Paese il mercato sta avendo difficolta' di
funzionamento. Coacervi di interesse riescono probabilmente
a ostacolare meccanismo che in un'economia efficiente
dovrebbero vedere la dinamica del rendimento del capitale
sfavorita di fronte a una crescita stentata. Il capitale di
rischio non pare piu' tale, dal momento che a rischiare pare
siano piu' i redditi da lavoro". Questo il commento di
Lorenzo Stanca, presidente Gei-Gruppo economisti di impresa,
in vista del convegno 'Redditi da capitale e redditi da
lavoro: chi esce vincitore', organizzato da Intesa Sanpaolo
con lo stesso Gei e in calendario domani a Milano. A partire
dagli anni '80 in tutte le economie occidentali si e'
registrato l'aumento della quota dei redditi da capitale a
discapito di quella del lavoro dipendente. Allo stesso
tempo, nell'ambito dei redditi da lavoro, e' cresciuta la
dispersione delle retribuzioni, con un marcato incremento
della quota di reddito di chi guadagna di piu' (e i cui
guadagni sono assimilabili, per alcuni aspetti, a redditi da
capitale) e un significativo aumento del peso di coloro che
percepiscono salari unitari piu' bassi. Questo fenomeno e'
stato comune in un quadro generale di accelerazione della
crescita, ma in Italia si e' verificato anche in anni di
crescita ridotta. Nel nostro Paese, spiega Stanca, "la quota
di reddito ottenuta dal lavoro dipendente e' passata dal 49%
del 1981 al 40,5% del 2007. Un calo dell'8,5%, piu' elevato
di quanto registrato in Francia, Germania, Spagna e Regno
Unito". Quanto alla divaricazione dei redditi, "una recente
ricerca Ocse mette l'Italia subito dopo gli Usa come
dispersione tra redditi alti e redditi bassi". Per questo,
conclude Stanca, "lasciano interdette le reiterate proposte
di legare i salari alla produttivita', che rischierebbero di
accentuare ulteriormente le sperequazioni che abbiamo di
fronte".